Anatocismo: le milleproroghe

Nel precedente articolo (Anatocismo: la prescrizione) abbiamo visto come, per l’ennesima volta, è stata necessaria una Sentenza di Cassazione per dirimere una questione che muove ogni anno centinaia di milioni di euro.

Ricordiamo che la citata sentenza 24418 del 2/12/2010 (peraltro a Sezioni Unite, vista l’importanza dell’argomento) sanciva il diritto ad ottenere il rimborso delle somme indebitamente pagate a causa di capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi e, soprattutto, la prescrizione decennale a far data dalla chiusura del rapporto.

Ma siamo in Italia e a dispetto delle imminenti feste natalizie il governo riesce a varare in una ventina di giorni il decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie (convertito poi con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10).

Questa Legge, conosciuta meglio col nome “Milleproroghe”, da cui si può intuire facilmente la musa ispiratrice, interveniva anche sull’anatocismo bancario, mediante un subdolo tentativo di salvaguardare gli interessi degli Istituti di credito. In mezzo alle innumerevoli norme introdotte, era presente anche il seguente articolo (n. 2, comma 61):

“In ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente l’art. 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa. In ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge”.

Nella pratica, la prescrizione relativa alle operazioni di conto corrente bancario deve decorrere dalla data di annotazione della singola operazione in conto e non dalla chiusura del conto stesso.

In questo modo il correntista che voglia chiedere il risarcimento del danno si trova ad affrontare dei calcoli molto più complessi e corre il reale rischio di ottenere un risarcimento decisamente inferiore rispetto a quanto realmente dovuto.

Insomma, il classico “colpo di spugna”, notoriamente infilato ad arte nei provvedimenti di fine anno o ad agosto, per neutralizzare tutti gli effetti della sopracitata sentenza n. 24418.

Si dovrà poi attendere oltre un anno per ristabilire le cose. E visto che l’autorevole espressione della Corte di Cassazione non era stata sufficiente, è intervenuta la Corte Costituzionale che con la Sentenza n. 78, emessa il 2 aprile 2012, ha dichiarato l’illegittimità dell‘articolo 2, comma 61, del c.d. decreto Milleproroghe.

Nella circostanziata sentenza di 70 pagine viene bocciata la lettura che viene fatta dell’articolo 2935 del codice civile, definendola come una norma interpretativa con valore retroattivo. Con l’aggravante di essere andata contro una consolidata giurisprudenza di merito e una decisione a Sezioni Unite della Cassazione (la 24418/2010 di cui si è detto prima).

L’illegittimità costituzionale è stata estesa anche alla seconda parte dell’art. 2, comma 61, quella in cui “In ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge”.

In un colpo solo sono stati violati dunque l’articolo 3 della Costituzione (principio di uguaglianza e ragionevolezza) e l’articolo 117, con riferimento alla violazione delle norme internazionali sul divieto di interferenza nel processo.

Verrebbe da dire, una battaglia senza fine e senza esclusione di colpi. Di certo tutte le offensive lanciate dal mondo bancario sono state finora rispedite al mittente e, a meno di clamorosi sviluppi, ad oggi è ancora possibile recuperare le somme indebitamente versate alle banche.

In attesa dell’articolo successivo, potete consultare tutti gli articoli fin qui pubblicati all’interno del Blog GMedia:

Articolo 1: Anatocismo: le origini – Articolo 2: Anatocismo: primi fermenti

Articolo 3: Anatocismo: la Legge 108/96 – Articolo 4: Anatocismo: anni ’90

Articolo 5: Anatocismo: il nuovo millennio – Articolo 6: Anatocismo: l’avvento dell’euro

Articolo 7: Anatocismo: la prescrizione

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