Anatocismo: le origini

Che cosa sia l’Anatocismo, lo abbiamo spiegato in maniera sommaria in questa pagina: http://www.gmediagroup.it/anatocismo/

Oggi pertanto inizieremo a capire le origini e, soprattutto, come si sia sviluppato questo fenomeno in Italia. La prima fonte autorevole è naturalmente il nostro ordinamento. All’interno del Codice Civile e in particolare nell’ormai famoso articolo 1283, viene chiaramente specificato che gli interessi scaduti possono produrre ulteriori interessi solo in tre casi:

  • dal momento di una domanda giudiziale;
  • in caso di una convenzione posteriore alla loro scadenza (ma sempre che si tratti di interessi dovuti da almeno sei mesi);
  • in caso di usi che lo prevedano.

In tutti gli altri casi, l’anatocismo va considerato illegittimo.

E proprio partendo dall’ultima opzione, che ad onor del vero ne prestava il fianco, l’Associazione Bancaria Italiana ha posato il primo mattone di un edificio in forte odore di “abusivismo”, per usare un parallelo edilizio.

A partire dal 1952, infatti, l’ABI ha iniziato a prevedere la capitalizzazione degli interessi passivi sui conti correnti, basandosi sul semplice presupposto che andava considerato come un “uso” tra le parti e quindi poteva rientrare nelle eccezioni previste dallo stesso articolo in questione.

Peccato che la scadenza di questa capitalizzazione era indicata come trimestrale, mentre, per quel che riguardava il conteggio degli interessi attivi, rimaneva annuale.

Per mezzo secolo, quindi, grazie a questo piccolo escamotage, gli Istituti di Credito hanno potuto applicare delle condizioni economiche assolutamente sfavorevoli nei confronti di milioni di imprese e liberi professionisti, su tutto il territorio nazionale.

Va infatti detto che il fenomeno ha interessato proprio tutti quei correntisti che hanno utilizzato un conto corrente mediamente affidato, anche per sopperire alle criticità che via via richiedevano il supporto delle banche: anticipo ricevute bancarie salvo buon fine, fidi di cassa, anticipazioni su fatture, castelletti, operazioni di importexport etc.

E se per caso qualcuno si stesse chiedendo se ancora oggi è possibile recuperare tutti quei soldi indebitamente pagati, la risposta è si, ovviamente in presenza dei giusti presupposti.

Ma di questo ne parleremo in maniera approfondita più avanti.

Vi invitiamo dunque a contattarci per scoprire com’è semplice ottenere una prima verifica contabile per determinare se il proprio strumento finanziario è viziato da irregolarità e, soprattutto, cosa si può ottenere in termini pratici ed economici.

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