Anatocismo: orientamento 2015

Nel precedente articolo, “Anatocismo: legge di stabilità 2014“, abbiamo parlato degli ultimi interventi istituzionali in materia di anatocismo e usura bancaria, di cui ancora si attende relativa delibera attuativa da parte del CICR.

Ma come anche anticipato, nel frattempo sono pervenute diverse ordinanze che, in attesa dei nuovi criteri e modalità operative, prendono decisamente posizione a favore dei correntisti. Questo orientamento è importante poiché riguarda soprattutto i due tribunali italiani più importanti, Milano e Roma. A seguire riportiamo alcuni passaggi significativi, cominciando dall’ordinanza del Tribunale di Milano, emessa in data 29 luglio 2015:

“[..]La modifica dell’art. 120, II comma Tub, introdotta con l’art. 1, comma 629 L. n. 147/13, ha reintrodotto espressamente il divieto di anatocismo in materia bancaria, come emerge dall’interpretazione letterale dell’espressione “gli interessi periodicamente capitalizzati non possono produrre interessi ulteriori”, in collegamento col successivo periodo, che impone di calcolare gli interessi capitalizzati esclusivamente sulla sorte capitale[..]

[..]La norma in esame è d’immediata applicazione, senza necessità di attendere l’intervento del CICR, considerato che la norma ha demandato al CICR il compito d’individuare le modalità ed i criteri per la contabilizzazione degli interessi che maturano nel corso del rapporto, fermo restando il divieto di produzione d’interessi ulteriori su quelli contabilizzati periodicamente, sancito dalla lettera b della norma.

Non è, quindi, conforme al principio di correttezza nei rapporti contrattuali con i Consumatori ex art. 2 lett e Cod. Cons., la condotta della Banca resistente la quale, nonostante la modifica normativa dell’art. 120 TUB, continua ad applicare la clausola anatocistica per gli interessi passivi secondo le modalità indicate dalla delibera CICR del 2000 anche dopo il 1.1.2014, data di entrata in vigore della nuova disciplina di legge.[..]

Tra l’altro, il Tribunale meneghino quest’anno si era pronunciato anche in altre due occasioni, sempre con lo stesso tipo d’interpretazione:

  • 3 aprile 2015: “[..] Una volta riconosciuto come l’articolo in esame vieti in toto l’anatocismo bancario, nessuna specificazione di carattere secondario potrebbe limitare la portata o disciplinare diversamente la decorrenza del divieto, pena diversamente opinando ammettere che una norma primaria possa in tutto o in parte o anche solo temporaneamente essere derogata da una disposizione secondaria ad essa sottoordinata [..]”.
  • 23 marzo 2015: “[..] È agevole concludere come, sulla scorta della mera interpretazione letterale del dato normativo de quo, gli istituti di credito ben possano escludere dalle condizioni economiche qualsiasi clausola anatocistica, sia per i contratti in essere sia per quelli ancora da stipulare[..]”.

Sulla stessa falsariga si sono pronunciati il Tribunale di Roma, con ordinanza del 20 ottobre 2015, il Tribunale di Biella (7 luglio 2015) e il Tribunale di Cuneo (29 giugno 2015).

Occorre anche menzionare l’operato dell’Arbitro Bancario Finanziario, spesso chiamato in causa per dirimere dei contenziosi in via preliminare, che in una decisione del suo Collegio di Coordinamento, (08/10/2015 n° 7854) si è così espresso: “Per le banche il divieto di anatocismo (cioè la possibilità di calcolare gli interessi non solo sulla quota capitale, ma sul capitale maggiorato degli interessi già maturati nelle mensilità precedenti) è immediatamente applicabile.

La recente modifica del Testo Unico Bancario – ad opera della legge di stabilità 2014 che dispone definitivamente il divieto di anatocismo – deve pertanto riconoscersi nell’art. 120 TUB così come modificato“.

Insomma, se più indizi fanno una prova, in questo momento la bilancia sembra pendere più dalla parte dei correntisti, almeno per quanto riguarda il divieto dell’anatocismo a partire dal 2014. Per tutte le altre configurazioni possibili naturalmente vale sempre il principio di raccogliere il maggior numero di informazioni ed affidarsi ad esperti del settore.

In attesa dell’articolo successivo, potete consultare tutti gli articoli fin qui pubblicati all’interno del Blog GMedia:

Articolo 1: Anatocismo: le origini – Articolo 2: Anatocismo: primi fermenti

Articolo 3: Anatocismo: la Legge 108/96 – Articolo 4: Anatocismo: anni ’90

Articolo 5: Anatocismo: il nuovo millennio – Articolo 6: Anatocismo: l’avvento dell’euro

Articolo 7: Anatocismo: la prescrizione – Articolo 8: Anatocismo: le milleproroghe

Articolo 9: Anatocismo: legge di stabilità 2014

Vi invitiamo inoltre a contattarci per scoprire com’è semplice ottenere una prima verifica contabile per determinare se il proprio strumento finanziario è viziato da irregolarità e, soprattutto, cosa si può ottenere in termini pratici ed economici.

Form Contatto

Per contattare il nostro staff potete lasciare un messaggio nell'apposito form sottostante


0
  Related Posts