L’anatocismo bancario è una prassi molto diffusa tra gli istituti di credito per cui gli interessi passivi, calcolati sul saldo debitore dei clienti, vengono riportati a capitale con conseguente ricalcolo di ulteriori interessi. Poiché normalmente la “capitalizzazione” degli interessi avviene con cadenza trimestrale, un’esposizione negativa sul conto corrente determina un aumento continuo del debito, rappresentando un circolo vizioso da cui risulta difficile uscire.

In pratica vengono applicati interessi su interessi, in quello che viene definito interesse composto.

Interessi composti

Oltre ad essere normalmente diffusa, questa pratica era tranquillamente “consentita” dal nostro ordinamento (unico in Europa) fino al primo trimestre del 2000. Poi, il 9 febbraio di quell’anno, la svolta: raccogliendo proposte e modifiche di alcuni decreti legislativi in materia (tra il 1993 e il 1999) , il CICR emana una delibera che stabilisce la stessa periodicità nel conteggio degli interessi creditori e debitori all’interno di ogni singolo conto corrente.

Oggi è pertanto possibile chiedere la restituzione di tutte le somme indebitamente pagate relative ai conti correnti affidati, antecedenti all’anno 2000, ma molto si può fare anche con i rapporti in essere.

Oltre all’anatocismo, infatti, sui conti vengono rilevate comunemente altre irregolarità che, oltre ad aggravare le condizioni pattuite, possono inficiare il rapporto stesso. Tali anomalie si verificano sostanzialmente in tre ambiti:

  • Commissioni di massimo scoperto, che non hanno più nessun motivo di esistere, come stabilito dalla Corte di Cassazione, e che invece vengono spesso applicate semplicemente cambiandogli nome.
  • Interessi passivi ultralegali, che vengono applicati cioè sopra il tasso legale di interesse.
  • Usura, che si configura quando il tasso effettivo applicato dalla banca supera il “tasso soglia” di riferimento. Per capire come si determina il tasso soglia è utile citare testualmente la Legge 108/1996: “Il ministro del tesoro, sentito la Banca d’Italia e l’Ufficio Italiano Cambi, rileva trimestralmente il tasso effettivo globale medio (TEGM), comprensivo di commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari”.

Da quanto sopra esposto si può evincere che queste irregolarità si possono verificare più frequentemente di quanto non si immagini e riguardano, oltre ai rapporti di conto corrente affidati, anche i mutui ipotecari, i leasing e i derivati.

Vi invitiamo dunque a contattarci per scoprire com’è semplice ottenere una prima verifica contabile per determinare se il proprio strumento finanziario è viziato da irregolarità e, soprattutto, cosa si può ottenere in termini pratici ed economici.

Form Contatto

Per contattare il nostro staff potete lasciare un messaggio nell'apposito form sottostante, oppure utilizzare uno qualsiasi dei canali tradizionali o social