Equitalia: il governo vuol ripristinare l’Anatocismo

In esame al parlamento un Decreto Legislativo che reintroduce l’anatocismo sulle cartelle esattoriali.

Si sa, il tempo non torna indietro, il governo invece sì.

Parafrasando la celeberrima commedia musicale diretta da Garinei, si potrebbe quindi dire che “Se il Governo fosse un Gambero”, reintrodurrebbe l’anatocismo (per chi ancora non lo sapesse, l’anatocismo è l’applicazione di ulteriori interessi sugli interessi).

E infatti è quello che sta provando a fare, almeno per quanto riguarda la riscossione delle cartelle esattoriali. Proprio in questi giorni è al vaglio alle Camere un decreto legislativo che, se approvato, prevederà una disposizione normativa per reintrodurre l’anatocismo: l’applicazione quindi di interessi sugli interessi, e non solo sui tributi ed imposte non pagate (che poi confluiscono nelle cartelle esattoriali) ma anche sulle sanzioni e gli interessi già applicati per il ritardo dell’iscrizione a ruolo o nel caso della dilazione di pagamento.

Il fatto, in sé, ha solo dell’incredibile. In un momento storico in cui sempre più cause di anatocismo bancario vengono risolte con sentenze che condannano gli Istituti di Credito alla restituzione di somme significative per interessi non dovuti o, peggio, usura, il governo invece sta seriamente considerando l’idea di andare contro corrente. Contro i cittadini, contro l’opinione pubblica, contro i magistrati e perfino contro sé stesso, visto che nel gennaio del 2012 aveva approvato il D.L. 70 che eliminava proprio l’anatocismo.

Sorge spontanea una riflessione: Non è che per caso si vuole compensare ad Equitalia il ridotto introito a seguito della grottesca vicenda dei dirigenti illegittimi che di fatto ha innescato una monumentale ondata di ricorsi in tutto il paese?

Un vecchio adagio recita che “A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre s’indovina…”

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