Google Camp 2015

Il Google Camp 2015 anche quest’anno si tiene in Sicilia, per l’esattezza al “Verdura Golf & Spa Resort” di Sciacca, dove influenti nomi dell’hi-tech e della finanza si confronteranno sui principali temi legati allo sviluppo di nuove tecnologie e relativi business.

La cornice sembra una curiosa combinazione tra un G7 d’annata e l’assegnazione degli Oscar. Da una parte organizzazione blindata a livelli quasi maniacali, dall’altra invece, ostentata esibizione di mezzi e risorse.

In questo senso il colosso di Mountain View, fondato da Sergey Brin e Larry Page, non ha eguali.

L’intera struttura ricettiva del “Verdura” (che supera i 1000 euro di tariffa giornaliera) è a disposizione esclusiva dei partecipanti al Google Camp, fino alla fine del convegno. Tutta l’area del resort (230 ettari, incluso due chilometri di costa mediterranea privata e relative spiagge) è interdetta fino a una distanza di 500 metri a persone veicoli e velivoli estranei alla manifestazione.

A disposizione poi degli ospiti, anche un elicottero di 18 posti e limousine d’ordinanza nere con vetri oscurati, per i trasferimenti dagli aeroporti.

Uno dei momenti clou avverrà stasera, nel sito archeologico della Valle dei Templi, eletto a Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Dopo la chiusura (anticipata per l’occasione) dell’accesso al pubblico, l’Ente Parco ha infatti gentilmente concesso a Google, l’utilizzo dell’area comprendente il celebre Tempio della Concordia, per l’organizzazione di un ricevimento di gala veramente unico ed irripetibile: Il tutto, sembrerebbe, alla modica cifra di 100.000 euro.

La lista completa degli “eletti” non è naturalmente di dominio pubblico, così come la natura degli interventi e gli argomenti trattati. In un contesto di sbandierata trasparenza, il sito web dell’evento, http://www.thecamp2015.com, è naturalmente riservato agli utenti registrati.

In compenso abbiamo un minimo resoconto “sindacale” della scorsa edizione in cui si sono avvicendati personaggi della finanza come Lloyd C. Blankfein di Goldman Sachs, Anshu Jain di Deutsche Bank, e Ana Patricia Botín del Banco Santander. Ma anche Elon Musk di Tesla Motors e SpaceX, Joe Jimenez di Novartis, John Donahoe di eBay, Jay Y. Lee di Samsung, Vittorio Colao di Vodafone, Travis Kalanick di Uber e Evan Spiegel di Snapchat. Passando anche per le incursioni pop di Jovanotti e Lapo Elkann.

Per quest’anno ci sono delle “indiscrezioni” più o meno volute: oltre alla presenza di Barry Diller e Diane von Furstenberg (confermata dai 93 metri del veliero EOS già ancorato davanti al resort), si vocifera la partecipazione di Bill Gates (patron della Microsoft), Kayvon Beykpour (fondatore di Periscope)  e Giorgio Armani.

Insomma, a scorrere i nomi  dei partecipanti, più che a un congresso sulle nuove tecnologie sembra di essere ad una riunione di illuminati. Anzi, oscurati.

Tranquilli, comunque. I risultati (o le conseguenze) del Google Camp 2015, saranno quanto prima mutuate nelle nostre nuove consuetudini sociali.

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