Google e il diritto all’oblio

Sul diritto all’oblio ci deve essere più trasparenza da parte di Google. E’ questo, in estrema sintesi, il contenuto di una lettera aperta recentemente pubblicata sul quotidiano The Guardian, che riporta la firma di circa 80 esperti di diritto e tecnologia.

Tra questi, alcuni nomi di spicco tra Avvocati, Ricercatori e Docenti Universitari, che accusano il colosso californiano di sviluppare le sue politiche “al buio”.

In effetti Big G ha rilasciato recentemente dei report in cui sostiene di aver ricevuto circa 925mila richieste di eliminazione link e di averne rifiutate il 58% circa.

Ma ad un anno dalla famosa sentenza della Corte di Giustizia Europea sul diritto di cancellazione sui motori di ricerca dei link che contengono notizie inadeguate o non più pertinenti su una persona, le informazioni fornite sembrano essere poco esaustive.

Nella lunga e dettagliata missiva, gli esperti sottolineano quindi che il pubblico deve essere in grado di sapere come le piattaforme digitali esercitano il loro enorme potere su informazioni facilmente accessibili, e formulano una serie di richieste ben precise: avere più informazioni sulla quantità e sulla tipologia dei dati cancellati dai risultati di ricerca, quali richieste non vengono accolte e in che proporzione e, soprattutto, quali sono le linee guida di Google tra la privacy individuale e la libertà d’espressione.

Per completezza d’informazione, e per gli amanti della lingua anglosassone, il testo completo della lettera è riportato a questo indirizzo:

http://www.theguardian.com/technology/2015/may/14/dear-google-open-letter-from-80-academics-on-right-to-be-forgotten

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