Stop ad anatocismo su carte revolving

Una buona notizia: ieri, alla Commissione Finanza della Camera, è stato approvato un emendamento che mette la parola “fine” all’anatocismo bancario (cioè al pagamento degli interessi sugli interessi) anche sulle carte di credito revolving.

In effetti l’emendamento in questione faceva parte del più ampio ed articolato decreto legge n. 18/2016 (ribattezzato “dl banche”) che comprendeva, tra l’altro, anche la riforma delle banche di credito cooperativo (ridefinizione della la struttura delle BCC, disposizioni sulla cartolarizzazione delle sofferenze bancarie, etc) ed alcune disposizioni in tema di acquisto casa all’asta (abolita l’imposta di registro del 9% a favore di un’aliquota fissa di 200 euro, come già anticipato in un nostro precedente articolo).

Il relatore Giovanni Sanga (PD) ha spiegato che la nuova formulazione “prevede che nei rapporti di conto corrente o di conto di pagamento sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio della maturazione degli interessi sia debitori sia creditori, che comunque non potrà essere inferiore a un anno”.

In buona sostanza anche le carte di credito revolving si allineano agli altri strumenti finanziari come il conto corrente, escludendo quindi a priori la pratica anatocistica trimestrale e gli interessi dovranno essere conteggiati allo scadere di ogni anno.

La notizia ha avuto subito riscontro su diverse testate on-line (Tgcom24, Ansa, Wall Street Italia, etc) e le reazioni positive delle associazioni di categoria non si sono fatte attendere. Tra queste, un paio cono sicuramente meritevoli di attenzione.

La prima è quella di Massimiliano Dona, Segretario dell’UNC (Unione Nazionale Consumatori): “Ottima notizia. Finalmente un emendamento a favore dei consumatori e delle famiglie e non delle banche. Ora si spera che le banche la smettano di provare ad interpretare le norme sull’anatocismo a proprio uso e consumo, costringendo i consumatori ad aprire lunghi contenziosi legali. Era una storia che durava francamente da troppi anni. Bene anche l’estensione alle carte di credito revolving”.

La seconda è ancora più interessante e riguarda Carlo Rienzi, Presidente del Codacons: “Sono anni che ci battiamo contro questa pratica illegale di applicare interessi sugli interessi, vincendo centinaia di cause nei tribunali di tutta Italia. L’anatocismo, infatti, produce un danno elevatissimo ai consumatori e arricchisce le casse delle banche, costando mediamente agli italiani una cifra pari a 2miliardi di euro all’anno. Gli istituti di credito che continuano a far pagare ai clienti gli interessi sugli interessi vanno duramente puniti con maxi-sanzioni milionarie e giungendo al loro commissariamento”.

Il testo arriverà in aula già il prossimo lunedì e, come tutti hanno lasciato intuire, probabilmente il governo vi porrà la fiducia.

Per approfondire l’argomento Vi invitiamo a contattare uno dei nostri consulenti; magari potreste scoprire che la vostra carta di credito revolving è viziata da irregolarità e cosa si può ottenere dalla banca in termini pratici ed economici.

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